Roma, 18/02/2017 :: Presentazione dell’Associazione Stefano Cucchi Onlus

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Sabato 18 febbraio 2017 è stata presentata a Roma l’Associazione Stefano Cucchi Onlus. L’Associazione si batte per il rispetto dei diritti umani e combatte la violenza di Stato in tutte le sue forme. L’Associazione è impegnata nella difesa degli ultimi e degli esclusi, a partire dai detenuti e da tutte quelle persone considerate “scarti della società”. Uno degli attuali obiettivi dell’Associazione è l’introduzione del reato di tortura, una misura di civiltà che il nel nostro Paese aspetta da anni ma che, nonostante le pressioni dell’Europa, non ha ancora visto la luce.

Ecco la registrazione audio/video dell’evento:
www.radioradicale.it/scheda/500516/presentazione-ufficiale-dellassociazione-stefano-cucchi-onlus

Purtroppo, agli occhi di una opinione pubblica sempre più distratta dai media di regime, la violenza di Stato risulta come qualcosa di tutto sommato accettabile e non suscita troppa indignazione il fatto che spesso la vendetta prenda il posto della Giustizia nell’operato delle Forze dell’Ordine. Oltre alle iniziative legislative e legali, il nostro Paese ha bisogno di iniziative che portino a una crescita culturale collettiva, perché di fronte a casi come quelli di Stefano Cucchi, Aldo Bianzino, Giuseppe Uva, Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini e tanti altri, nessuno più abbia il riflesso di pensare o dire che in fondo se l’è cercata. La violenza di Stato è uno dei peggiori crimini che possano essere commessi, perché, se lo Stato ha un senso, è proprio quello di proteggere i cittadini, non di ammazzarli.

Auguriamo buon lavoro all’Associazione e invitiamo tutte e tutti a sostenerla e ad iscriversi: www.stefanocucchi.it/tesseramento/

Roma, 17/02/2017 :: “Nel nome di Giordano Bruno. Né dogmi né padroni”

417 anni fa la Chiesa Cattolica ammazzava barbaramente uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi. A distanza di oltre 400 anni il suo pensiero è ancora attualissimo e le istanze di libertà e eguaglianza che lo animavano non hanno trovato pieno accoglimento. Giordano Bruno rappresenta un faro per chiunque, in ogni luogo e tempo, si opponga alla violenza dei modelli dominanti.

«La legge faccia che gli potenti per la loro preminenza e forza non sieno sicuri» e «gli potenti sieno più potentemente compressi e vinti» affinché «gli deboli non siano oppressi»

Registrazione evento “Nel nome di Giordano Bruno. Né dogmi né padroni, con le relazioni di  Giuliano Montaldo (regista, sceneggiatore e attore), Maria Mantello (presidente dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno), Alvaro Belardinelli (componente dell’Esecutiva Nazionale Unicobas Scuola), Ferdinando Imposimato (presidente onorario aggiunto della Corte Suprema di Cassazione), Jean-Marc Schiappa (Fédération nationale de la Libre Pensée), Fabio Cavalli (regista ed attore): www.radioradicale.it/scheda/500413/nel-nome-di-giordano-bruno-ne-dogmi-ne-padroni

Articolo della professoressa Maria Mantello dal titolo “Nel nome di Giordano Bruno. Né dogmi né padroni: http://temi.repubblica.it/micromega-online/giordano-bruno-ne-dogmi-ne-padroni/

Intervista alla professoressa Maria Mantello “Perché Giordano Bruno è ancora un eroe della libertà di pensiero: www.left.it/2017/02/17/perche-giordano-bruno-e-ancora-un-eroe-della-liberta-di-pensiero/

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Radical Cannabis Club – Richiedi la tessera con un seme di cannabis!

Nasce il Radical Cannabis Club, la nuova campagna antiproibizionista di Radicali Italiani per la cannabis legale! La tessera costa solo 10 euro e contiene una sorpresa: un seme di cannabisPer info e iscrizioni visita www.radicali.it/campagne/cannabis

Legalizzare non significa promuovere, fare pubblicità o sollecitare. Legalizzare vuol dire regolamentare.

  • La legalizzazione contribuirebbe a sottrarre i profitti delle mafie, nonché la criminalità collegata alla produzione e allo spaccio. L’obiettivo è sottrarre quella parte di mercato che le mafie controllano in totale autonomia attraverso produzione, importazione (traffico), vendita e spaccio.
  • I dati dei Paesi che hanno legalizzato la cannabis non hanno registrato un aumento nel suo consumo.
  • La legalizzazione favorirebbe una maggiore libertà nel condurre ricerca scientifica pura e applicata allo sviluppo di nuove terapie per decine di malattie – La proibizione sulle piante e le sostanze psicoattive derivate, infatti, blocca il progresso della scienza con danni gravissimi per la salute di milioni di persone.
  • La legalizzazione renderebbe omogenea ed accessibile in tutta Italia la cannabis ad uso terapeutico, al momento possibile solo in alcune Regioni. L’efficacia farmacologica dei cannabinoidi nella terapia del dolore è provata da studi universalmente condivisi. La legalizzazione faciliterebbe l’uso terapeutico della canapa medicinale ad ogni paziente affetto da particolari patologie.
  • La legalizzazione contribuirebbe anche a ridurre il sovraffollamento delle carceri: milioni di persone sono in carcere per reati di droga connessi allo spaccio e detenzione di cannabis. È un numero enorme, che corrisponde quasi alla metà di tutti i reclusi per droga, complessivamente circa il 40% dei carcerati.

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